Chi ama Internet, può incontrarsi al Bar Camp di Vicenza e condividere le sue conoscenze.
Un modo tutto nuovo e sperimentale di organizzare quello che più banalmente chiameremmo convegno. Una serie di conferenze dove però, e qui sta la vera rivoluzione innovativa del Bar Camp, tutti sono partecipanti e nessuno è spettatore.
Secondo la definizione di Wikipedia, l’enciclopedia on line aperta al contributo di tutti i visitatori, il BarCamp “è una non conferenza che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Chiunque può proporre un argomento e parlarne con altri, con lo scopo di favorire il pensiero libero”.
Qui si riuniscono tutti gli amanti del popolo di Internet. Utili e informali, si riuniscono blogger, programmatori e appassionati de web 2.0 in una sede reale.
Qui si parla di tutto ciò che riguarda il Web e non solo. Dai linguaggi di programmazione, al rapporto tra privacy e nuovi media, dai servizi del web 2.0 fino alle arti marziali o alla sociologia dei cellulari.
Nei BarCamp, i professionisti, i “Guru”, gli utenti vengono in jeans e t- shirt, con il portatile sotto il braccio e tanta voglia di parlare di web 2.0. L’impressione è quella di trovarsi all’interno di un campus di una grande università americana.
Giovani e meno giovani accampati ovunque, col proprio notebook e altri oggetti tecnologici, dalle macchine fotografiche digitali agli smartphone, tutti a navigare attraverso la connessione Wi Fi, oppure riuniti nelle salette dedicate alle conferenze coinvolgendo in diretta anche gli interlocutori non presenti o rilanciando gli interventi in rete tramite pc e webcam, con collegamento skype o sotto forma di podcast. |