XXIX Festival
"CONCERTI IN VILLA"
30 Maggio - 17 Luglio 2010

"Le armonie nascoste"
L'incanto dei luoghi, la magia della musica, l'emozione dell'arte

Le politiche di bilancio pubbliche e la grave crisi economico-finanziaria che ha investito i Paesi europei impongono rigore e severità nella spesa: ciascun settore dell'amministrazione pubblica e tra questi anche quelli della provincia di Vicenza stanno vivendo una stagione di austerità e anche la Cultura ha dovuto adattarsi e accettare questa sfida del continuare ad operare pur con poche risorse.
Nasce così una idea per i Concerti in Villa che vuole essere d'alto profilo ma a costi contenuti, con il taglio nella spesa di voci che non intaccano la qualità dell'offerta in cui quest'anno il valore aggiunto viene dato da una proposta singolare a fianco di presenze musicali di eccellenza: vedere i suoni, sentire i colori, cioè abbinare il viaggio musicale con l'esperienza visiva dei cicli pittorici nelle ville, magari dedicati proprio alla musica, o con il gioco cromatico delle architetture come nel caso di piazza dei Signori in cui al cantare la voce si combina la provocazione palladiana di un'opera straordinaria, la Basilica, che con il suo candore, con il bianco della pietra di Piovene si pone come fulcro, come elemento di discontinuità, nella città dipinta rievocata oggi dai lacerti degli affreschi dello Zelotti del palazzo del Monte di Pietà.
Ma la sfida non si ferma a questa pur suggestiva interpretazione: grazie alla presenza di orchestre e artisti veneti ospitati in spazi settecenteschi, vorremmo suggerire allo spettatore di proseguire oltre i nostri appuntamenti in un viaggio ipotetico che lo porti a scoprire quel mondo spesso poco noto che pur vive nelle nostre ville: ecco allora il Settecento veneto della pittura di Andrea Urbani come nelle sculture dei Bonazza o di Orazio Marinali ma anche dei legami sottili che si intrecciano tra questi artisti e musicisti ben noti, come Baldassarre Galuppi o Giuseppe Tartini, il veronese Cignaroli e le singolari relazioni che si possono intuire nei rapporti con altri grandi della cultura veneta, da Giambattista Tiepolo a Francesco Algarotti, da Carlo Goldoni a Rosalba Carriera.
Un secolo straordinario che parla di Venezia e che portò Venezia, il Veneto e i suoi artisti nelle principali corti e città d'Europa. Basterebbe rammentare la passione inglese per Canaletto o, ancor più, per il Palladio, quel Palladio che viene preso a modello, complice l'Algarotti, da Federico II di Prussia il quale accoglie come musicista di corte, esattamente "virtuosa di musica da camera", una giovane veneziana Anna Bon, figlia del pittore Girolamo, da troppi oggi dimenticata.
E poi Rosalba Carriera, ai suoi tempi la più nota pittrice d'Europa, il già citato Galuppi e Andrea Urbani a Pietroburgo per concludere con la Wurzburg o Madrid dove si conclude la parabola terrena del Tiepolo.
Molti suggeriscono, e a ragione, di chiudere questo secolo a Parigi dove nel 1793 muore Carlo Goldoni negli anni di quella rivoluzione che cambierà la storia europea.
A noi piace, invece, e anche questa è una provocazione, chiudere il nostro viaggio con il 1770, quando muoiono a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro Tartini e Tiepolo. Due anni prima se n'era andato anche il Canaletto.
Ma nel 1770 a Bonn vedeva la luce Ludwig van Beethoven: una nuova pagina di storia, e non solo musicale o pittorica, sta per investire l'Europa ed è bello ricordare che essa fu preceduta, e forse preparata, proprio dal secolo straordinario del Veneto in cui, tra musiche e colori, vogliamo quest'anno condurvi con un omaggio alla logica (ma oggi utilmente necessaria) del low cost, perché anche in anni difficili, in giorni in cui si chiedono sacrifici ai cittadini le arti, la musica e lo spettacolo devono essere al fianco della nostra gente, perché la vera povertà è l'essere senza cultura.

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